lunedì 29 maggio 2006

Campagna abbonamenti

Campagna abbonamenti
Dal 12 al 30 giugno gli abbonati dell'Inter potranno usufruire del diritto di prelazione per rinnovare le loro tessere. Dal 6 luglio liberi tutti.

Una velocissima considerazione, a titolo assolutamente personale: aspettero' fino agli ultimi momenti disponibili per rinnovare la tessera e se, al momento opportuno, ci sarà  aria di insabbiamento (non credo che occorra specificare a cosa mi riferisco) non rinnovero'. Anzi, per quanto mi riguarda, il sistema "calcio" da me non vedrà  più una lira.

In futuro o calcio "vero" o nulla.

mercoledì 17 maggio 2006

Inter, pulizie di primavera e questione morale della Bhagavadgita I

Mentre tutti ringraziano tutti -- Mancini ringrazia Moratti, Cruz ringrazia l'Inter -- il calcio italiano ha cominciato le grandi pulizie di primavera. Che è già  inoltrata, ma meglio tardi che mai. I tifosi ringraziano che alla Federcalcio sia stato nominato commissario straordinario l'avvocato interista Guido Rossi, il colto castigador. Che guarderà , controllerà , verificherà  e farà  le sue proposte secondo legge, immagino. Garantirà  che la legge sia rispettata.

Si apre così la questione morale della Bhagavadgita, il Vangelo degli induisti.
Il grande campo si apre con una scena epica: Arjuna, il Principe (del Foro), si chiede cosa dovrà  fare. Guarda gli avversari schierati, i suoi stessi parenti! che fanno una guerra ingiusta, che reclamano un regno non loro, ma suo e del suo popolo, il popolo del gioco leale, e capisce che per togliere il maltolto dovrà  scendere in campo e combatterli.

E scende in campo e combatte nel campo di Kuruskhetra, quello della federazione del calcio nazionale.

venerdì 12 maggio 2006

giovedì 11 maggio 2006

Storie di arbitri

Segnalo questa interessante intervista a tutti quelli che non l'avessero ancora letta. Come al solito: niente che la gente comune, come noi tifosi, già  non sospettasse. Ma raccontato da uno "del giro" fa sempre un altro effetto.

Adriano, calcio e Zen

Adriano!Mi ero ripromessa di non parlare di calcio, essì, anche se ne parlo spesso. Ma l'altro ieri, al bar della stazione di Macerata, mentre addento stizzita un panino vuoto e secco, Lucio il barista -- alto, bello, atletico, 17 anni, gioca in promozione e ha tanti sogni -- mi guarda e ridacchia con aria da sfotto'. Lui va pazzo per l'Imperatore e mi dice che se fosse Mancini lo terrebbe anche in carrozzella. E' un vecchio discorso fra noi, ci discutiamo su spesso e volentieri. La mia idea è che un giocatore non è un marito e che appena non va si corre ai ripari e si rimedia, poi se ancora non va...

-- Senti Lucio, per me è solo Adriano, un tizio che non ha voglia di impegnarsi più di troppo e che si diverte un po' troppo! Gira per il campo come uno scimmione senza cervello...
-- Gli faccio scocciata, perchè ne abbiamo parlato più volte.

-- Ma è un momento critico della sua vita, bisogna comprenderlo! Tutti ne abbiamo... -- Mi fa Lucio con affetto (per Adriano, ovvio).

domenica 7 maggio 2006

Che aria tira. Interviste.

Usciti da San Siro dopo Inter-Siena in auto si consuma il rito di Radio RAI che trasmette interviste agli allenatori di serie A. A tutti viene chiesto qualcosa sul caso Moggi-intercettazioni, giusto che sia così. La trasmissione è già  iniziata, il tragitto non è lunghissimo, quindi non si possono sentire tutti. Ma quello che sento mi fa venire uno strano brivido. L'andazzo generale è: "Aspettiamo, la giustizia farà  il suo corso, se qualcuno è colpevole pagherà . Stiamo a vedere.". Già  così è sgradevole. Sono o non sono degli addetti ai lavori? Possibile che nessuno ne sapesse niente? Possibile che tutti mantengano un tale distacco "omertoso"? Passa la parola a Mancini, non che dica parole pesanti e affilate come rasoi, ma in qualche modo fa capire che sapeva e che era ora che la cosa saltasse fuori, e che è contento che il bubbone sia esploso. Beh ... in fondo ha fatto parte della GEA anche lui, quindi che ne sapesse qualcosa è comprensibile. Tiepido moto di simpatia nei suoi confronti. Poi parla De Canio, uomo che più GEA non si puo'. E infatti dice che lui, comunque vada a finire si farà  rappresentare ancora da Alessandro Moggi, che la GEA gli è sempre stata vicina e ha curato bene i suoi affari. Punto. Non dice altro.
Tutto cio' mi fa pensare. E' come se tutti pensassero che il mostro ferito possa ancora fare del male, o del bene a seconda dei punti di vista, e che, di conseguenza, non conviene sbilanciarsi troppo. Soprattutto a una giornata dalla fine del campionato e con il walzer delle panchine per la prossima stagione in pieno svolgimento.

Resta la classica sensazione di pessimismo e fastidio.